Anche quest’anno si è tenuto l’ormai consolidata Fiera Zootecnica di Cremona che ha visto interessati alcuni dei più inportanti protagonisti del settore zootecnico e che, come sempre, ha fornito, oltre che un elevato campionario di nuova strumentazione e mostrato agli spettatori un campionario di diverse e variegate innovazioni strumentali e tecniche nel settore, anche interessanti punti di dibattito, con diverse conferenze che hanno interessato tutti i giorni di questa manifestazione.

Gran Suino Italiano Antibiotico

Anche l’OI Gran Suino Italiano ha preso parte a questa serie di dibattiti con una conferenza completamente incentrata su uno dei problemi più importanti e seguiti, anche dall’opinione pubblica, degli ultimi anni: l’utilizzo degli antibiotici negli allevamenti suini e lo sviluppo di antibiotico resistenza. Il programma, che si è tenuto il 29 Ottobre nell’Area Forum della fiera, ha avuto come ospiti relatori diverse personalità del mondo scientifico, accademico ed imprenditoriale del settore, tutti riuniti per parlare di antibiotico resistenza, cos’è e come è possibile ridurne gli effetti negativi, addirittura sfruttandolo, da un punto di vista commerciale, come una possibile e redditizia opportunità. Oltre al presidente dell’associazione Gran Suino, Guido Zama, che ha presentato le attività svolte dall’associazione in merito al tema della conferenza, hanno partecipato come ospiti relatori anche esponenti del mondo accademico/scientifico come il prof. Paolo Trevisi dell’Università Alma Mater Studiorum e Andrea Luppi dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna e il Dr Mathieu Gloaguen, dei Gruppi Cooperativi Cooperl Arc Atlantique, azienda francese che già da tempo porta avanti una campagna per la creazione di una linea di prodotti con un ridotto utilizzo di antibiotici nella fase di allevamento.

L’evento, mediato dal professor Giuseppe Merialdi dell’Istituto Zooprofilattico di Brescia, ha toccato diversi punti nodali della questione, passando dall’analisi scientifica del fenomeno e di come negli ultimi anni sempre più antibiotici non abbiano più la capacità di eliminare in maniera efficace una sempre più vasta tipologia di batteri, fino a passare alle attività che si stanno portando avanti per superare tale problema. Questo aspetto è stato presentato in maniera puntuale e precisa dal Dr. Andrea Luppi dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna che ha non solo parlato degli aspetti generali del problema, ma portando esempi pratici di come effettivamente l’efficacia di diverse tipologie di antibiotici si sta rapidamente riducendo e di come questo fenomeno sia direttamente correlato anche all’utilizzo non corretto di antibiotici negli allevamenti.

Gran Suino Antibiotico

Una possibile soluzione, seppur non definitiva, è stata presentata da Agrifarm, in collaborazione con il Gran Suino Italiano, l’Università degli Studi di Bologna e l’Istituto Zooprofilattico di Brescia. Il progetto, ammesso e finanziato dai fondi per il GOI della Regione Emilia Romagna, ha lo scopo ultimo ed ambizioso di creare un manuale per le buone pratiche agricole che consenta di poter mettere in pratica tecniche che riducano sensibilmente l’utilizzo di antibiotici, soprattutto nelle prime fasi dell’allevamento, riducendo in questo modo la possibilità di insorgenza di fenomeni di antibiotico resistenza. Il progetto, verrà seguito dall’Università Alma Mater di Bologna e dall’Istituto Zooprofilattico di Brescia, nelle figure del Prof. Paolo Trevisi, che ha esposto i vari punti e le fasi principali dello stesso durante la conferenza svoltasi a Cremona e Giuseppe Merialdi. Il progetto vedrà, inoltre, la partecipazione di 8 allevamenti, tra cui 5 associati dell’OI Gran Suino Italiano, che metteranno a disposizione le proprie strutture  e personale per lo scopo.

Gran Suino Antibiotico

La problematica dell’antibiotico resistenza può però essere vista anche come una grande opportunità che, al momento e a differenza di altre realtà inmprenditoriali, non si sta opportunamente cogliendo. E’ quello che ha spiegato Mathieu Gloaguen, responsabile R&D del gruppo cooperativo Cooperl Arc Atlantique. Il Dr. Gloaguen ha spiegato come il mercato francese, ma soprattutto estero è più che pronto a ricevere un prodotto curato e di alta qualità come quello a ridotto utilizzo di antibiotici, spiegando come la creazione di un’opportuna e seria struttura di filiera di questo tipo possa effettivamente aprire la strada a nuovi mercati, estremamente più ampi e ricettivi e dalle incredibilmente grandi possibilità di vendita.

La conferenza, seguita con attenzione dai partecipanti, ha visto alla sua conclusione una grande partecipazione da parte dei suoi spettatori, con diverse domande tecniche e generali, ad ulteriore dimostrazione del fatto che questo è un tema fortemente sentito dai rappresentanti del settore e che può essere, in qualche modo, opportunamente sfruttato.

26 ottobre 2016

Pubblicato In: Attività