La stabilità e la crescita di un settore come quello suinicolo passa, oltre che per la tutela dei prodotti di punta, anche per la valorizzazione di quelli che sono i prodotti meno noti e di tutte le parti e le tipologie di carne esistenti, nessuna esclusa. Per questo motivo il Gran Suino Italiano, si è fatto promotore lo scorso 14 Aprile di un incontro volto alla valorizzazione delle razze autoctone e al compattamento di un settore dell’agricoltura italiana fino ad ora rimasto troppo frammentato e diviso per poter reggere le sfide del mercato globale.

Cinta Senese, Nero Apulo Calabrese, Nero Casertano, Nero dei Nebrodi, Nero di Parma, Mora Romagnola. Razze millenarie tutte rappresentate all’incontro tenutosi a Casa Spadoni  a Faenza e denominato “Nero, Rosa, Bianco: razze suine italiane a confronto” con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, di Confagricoltura Emilia Romagna e dei comuni di Faenza, Russi e Ravenna.  Un evento articolato e diviso in diverse fasi che ha visto nella mattinata un dibattito sulle opportunità che questo particolare settore ha dinanzi e una discussione su quali sono le problematiche principali e su come poterle superare, in un’ottica di compattamento e riorganizzazione delle stesse. Subito dopo un pranzo “stellato” ha visto come protagonisti gli chef Marco Cavallucci, Massimiliano Poggi e Pier Luigi Di Diego, dove sono state mostrate le migliori caratteristiche del prodotto e alcuni metodi di preparazione e di utilizzo.

L’obiettivo dichiarato è quello di far crescere una filiera che incrementi sia la produzione delle carni e dei salumi del suino nero che la redditività delle aziende stesse.

<< L’OI Gran Suino Italiano si candida a diventare la casa comune dei vari Consorzi italiani, mettendosi a disposizione per costruire insieme all’industria i primi progetti di filiera su territorio nazionale, dall’allevamento eco-friendly al cosnumatore, passando attraverso boutique gastronomiche, ristoranti e Gdo>>, queste le parole del Presidente dell’ OI Gran Suino Italiano Guido Zama, al termine dell’incontro tenutosi a Faenza.

Il tipo di allevamento, prevalentemente allo stato brado, può essere incentivato anche all’interno dei parchi naturalistici protetti, come hanno testimoniato le adesioni di Federparchi e Legambiente al suddetto incontro.

<< Sono animali – dicono gli organizzatori – che ingrassano lentament, si cibano per lo,più di ghiande e radici, si muovono liberi in ampi spazi all’aperto, ed è anche per questo che si caratterizzano per un alto contenuto di acidi grassi “buoni”: omega3 e omegaG.>> 

Insomma un bene che saputo proteggere ed un’opportunità che và saputa cogliere.

Rassegna Stampa:

Servizi Televisi:

TG3 Emilia Romagna – Gli allevatori di razze autoctone di suino nero si sono ritrovati a Faenza, a Casa Spadoni, per far nascere la filiera italiana. L’iniziativa dell’O.I Gran Suino italiano e di Chef to Chef, voluta dalla Regione e da Confagricoltura. Intervistato lo chef Massimiliano Poggi.

 

 

 

 

 

30 aprile 2018

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