Il Gran Suino Italiano rimane sempre attivo e pronto a rappresentare il comparto suinicolo sui tavoli regionali e nazionali. In merito alla cosituzione del Tavolo Suinicolo nazionale tenutosi lo scorso 15 Aprile presso le sedi ministeriali, tramite le osservazioni del Presidente dell’Organizzazione Guido Zama, sono state sottoposte diverse tematiche alla presenza dei tecnici e delle diverse raprrsentanze ivi presenti.

Di seguito la nota inoltrata all’attenzione del Ministero delle politiche agricole con i punti di maggiore rilievo:

“In merito alle proposte messe sul tavolo, l’OI concorda con quanto già riportato dalle Regioni Lombardia ed Emilia Romagna e con il documento predisposto appositamente da queste regioni. In particolare si ritiene che si debba puntare nell’immediato, per cercare di alleviare la pressione presente nella filiera sulle seguenti questioni:

1) assicurare liquidità alle imprese lungo tutta la filiera per permettergli di reggere questa situazione di grave crisi e dare continuità alla stessa attivando la restituzione dei crediti vantati dalle imprese della filiera nei confronti della pubblica amministrazione;

2) dare avvio all’azione del bando per indigenti, valutando di implementare la possibilità di promulgazione anche verso gli ospedali ed i centri per gli anziani, stante le pesanti situazioni avute a seguito del Covid. Tale bando va effettuato sia sul prosciutto crudo che sul cotto fatto con prosciutti del circuito DOP destinati a questa produzione, il tutto al fine di alleggerire il circuito;

3) attivare l’azione di promozione come su cui intervenire cercando di allocarvi il maggior numero di risorse possibili, in maniera da sostenere la fase di promozione per più mesi e per cogliere la riapertura dei mercati non solo nazionali ma anche esteri. In questo contesto si potrebbero implementare risorse disponibili del governo con quelle allocate dai singoli consorzi sul capitolo di promozione, in modo da sommare le risorse ed avviare una campagna promozionale, sotto l’egida del Ministero stesso, con la presenza di tutti i consorzi che aderiscono all’implementazione di questo fondo;

4) procedere con lo spolpo dei prosciutti provenienti dal circuito in maniera da ridurre le giacenze senza dover reintegrare con prodotti esteri ed evitare l’ammasso che altro non comporterebbe che un rimando del problema;

5) costruire, visto il cambio di modalità con cui il consumatore si approccia al banco a seguito del Covid, una modalità tracciata e certificabile, un percorso atto ad aumentare il prodotto preconfezionato;

6) porre massima attenzione al settore dei suini neri che, come per altri paesi, possono costituire un volano per permettere, soprattutto dopo il superamento della fase critica di questa crisi, la permeazione dei prodotti italiani sui mercati esteri, come già avvenuto con altri paesi concorrenti. Da ultimo occorre attivare, nell’ambito dell’accordo tra le parti, una modalità per riuscire a risolvere il problema dell’aumento di peso negli allevamenti e delle relative conseguenze.

Tale problematica può essere affrontata su due fronti:

a) attraverso una richiesta di deroga temporanea al disciplinare dei consorzi da farsi in tempi rapidi;

b) attraverso un accordo che preveda un’azione dei macelli ad attivare più turni di lavorazione e dei trasformatori ad acquistare prodotto nazionale a discapito di quello estero.

Un eventuale differenza di prezzo potrebbe essere compensata, ove possibile, all’interno dell’accordo di filiera. Per prepararci, infine, al post Covid e cercare di dare stabilità a questa filiera per il tempo necessario a uscire dalla crisi e permettere di riorganizzarsi, serve un accordo interprofessionale tra tutte le componenti finalizzato a stabilizzare i prezzi lungo la filiera per almeno un anno individuando le azioni e le attività da portare avanti durante questo periodo. Và definito quindi dove appoggiare l’accordo per la sua tenuta, accordo che dovrà ricomprendere inevitabilmente al suo interno anche il tema dell’SQN, per permettere una corretta valorizzazione dei prodotti nazionali, oltre che permettere di avviare le azioni necessarie per la realizzazione di un OCM per il settore suinicolo.”

14 maggio 2020

Pubblicato In: News