Chi Siamo

logooi2L’Organizzazione interprofessionale del Gran Suino Italiano rappresenta il 42,36 %, secondo l’ultimo dato dei capi totali censiti al 31.12.2016 dalla Banca dati nazionale suinicola, della produzione emiliano romagnola relativa ai suini, per un totale di 1.083.517 capi circa a fine ciclo commercializzati.
L’organizzazione è composta dall’Assemblea dei soci, composta da tutti i soci ordinari e che si riunisce in via ordinaria una volta l’anno, da un Consiglio di Amministrazione  e dal Presidente. L’idea trae origine dalla volontà di alcuni soggetti economici di consolidare i rapporti maturati all’interno di un Progetto di filiera promosso dalla Regione Emilia Romagna nell’Asse 1 del Piano di sviluppo rurale 2007-2013 volto ad accrescere la competitività delle imprese attraverso l’integrazione tra i vari soggetti operanti nell’ambito delle diverse filiere. Tale progetto ha comportato la stesura di accordo tra le parti che sotto l’egida di Agrifarm, ente organizzatore della ricerca, si sono impegnati ad operare in sinergia per raggiungere obiettivi di crescita e sviluppo condivisi.

Riconoscimento

Il coronamento del progetto di filiera, ma anche lo sbocco naturale di tale percorso, si è concretizzato nella volontà delle parti –insieme a nuovi soggetti della produzione primaria soddisfatti dei risultati ottenuti dai partecipanti fino a quel momento – di formalizzare le relazioni esistenti garantendone al tempo stesso la continuità e la costanza necessarie attraverso l’accreditamento presso la Regione Emilia Romagna dei soggetti della filiera suinicola costituitisi in Organizzazione interprofessionale regionale ai sensi del Reg. (Ce) 1234/2007 e della Legge regionale n. 24/2000. Gli allevatori che hanno deciso di aderire a questa nuova forma di aggregazione, hanno sottoscritto apposita delega in cui autorizzano Confagricoltura Emilia Romagna a rappresentarli in quella sede.
Come è noto ai fini del riconoscimento dell’organizzazione interprofessionale il gruppo costituente ha dovuto dimostrare rappresentare nel territorio regionale un volume significativo della produzione, del commercio o della trasformazione del prodotto o settore. Il comparto agricolo, in particolare, deve rappresentare almeno il 30% della produzione regionale del prodotto o settore d’interesse. Ai sensi della succitata normativa regionale, lo statuto dell’organizzazione interprofessionale prevede, tra l’altro, che: ciascun partecipante può aderire ad una sola organizzazione interprofessionale per settore e territorio, l’O.I. tutela gli interessi di tutti i comparti aderenti, le decisioni che riguardano tutti i soci devono essere adottate a maggioranza qualificata., si garantisce nelle procedure di conciliazione o arbitrali tra i membri dell’organizzazione interprofessionale l’equilibrio tra gli interessi in campo, si prevedono contributi finanziari dei soci per il funzionamento dell’organizzazione interprofessionale. Il riconoscimento a livello regionale -ed in linea con la normativa comunitaria- è stato ottenuto con Determinazione n. 11921 del 21/09/2012.