L’Alimentazione

suiniElemento chiave della fase di allevamento dei suini è l’alimentazione. Il cibo  deve contenere, infatti, il giusto fabbisogno energetico e deve essere equilibrato, in modo che non manchino elementi essenziali alla crescita e che possa garantire lo sviluppo di una carne sana e di qualità. Gli ingredienti dei mangimi vengono preventivamente selezionati, controllati ed analizzati in modo che il prodotto finito possa preservare la salute degli animali stessi che ne usufruiscono. Gli animali vengono nutriti con diversi mangimi, a seconda delle esigenze specifiche delle diverse specie e soprattutto della fase della loro crescita in cui vengono a trovarsi. I porcellini e gli adulti hanno esigenze nutrizionali diverse, così come le diverse specie di maiali, utilizzate normalmente nella filiera, hanno esigenze nutrizionali diverse e specifiche. Questo tipo di alimentazione viene chiamata “multifase” e consente di soddisfare appieno le esigenze nutrizionali degl ianimali in ogni loro fase di crescita.

Un esempio di alimentazione strutturata sulla base del prodotto finale che si deve ottenere è quella soggetta al discliplinare del Prosciutto di Parma, che regola non solo il tipo di alimentazione che devono seguire i maiali per poter essere utilizzati nella produzione del Prosciutto di Parma, ma che viene preso come riferimento, per quanto concerne l’alimentazione dei suini, anche per altri prodotti DOP come la Coppa Piacentina, il Salame Piacentino e la Pancetta Piacentina.

In questo caso gli alimenti consentiti, le quantità e le modalità di impiego sono riportati nella tabella presente all’interno del discliplinare stesso, ma alcune delle restrizioni che gli allevatori devono seguire sono:

L’alimento dovrà, preferibilmente, essere presentato in forma liquida (broda o pastone) e, per tradizione, con siero di latte;

Alimenti ammessi fino a 80 chilogrammi di peso vivo: Tutti quelli utilizzabili nel periodo di ingrasso, in idonea concentrazione, oltre quelli presenti nella tabella del disciplinare;
La presenza di sostanza secca da cereali non dovrà essere inferiore al 45% di quella totale;- Ai fini di ottenere un grasso di copertura di buona qualità è consentita una presenza massima di acido linoleico pari al 2% della sostanza secca della dieta;

Sono ammesse tolleranze massime del 10%;

Siero e latticello insieme non devono superare i 15 litri capo/giorno;

– Se associato a borlande il contenuto totale di azoto deve essere inferiore al 2%;

Patata disidratata e manioca insieme non devono superare il 15% della sostanza secca della razione;

– Per “latticello” si intende il sottoprodotto della lavorazione del burro e per siero di latte il sottoprodotto di cagli;