All’interno del patrimonio agro-gastronomico dell’Emilia Romagna troviamo ben 43 dei 280 prodotti DOP, IGP o SGT presenti sul territorio nazionale. Tra questi sono presenti alcune delle più importanti produzioni legate al settore suinicolo a livello nazionale. Le DOP e IGP sono certificazioni di qualità. Si tratta di un sistema di identificazione attraverso il quale le autorità comunitarie “registrano” e garantiscono il livello qualitativo dei prodotti in modo tale che questi diventino riconoscibili da parte dei consumator. Lo scopo ultimo è quello di garantire che il prodotto che si consuma è stato creato in una determinata e specifica area geografica del territorio di origine, seguendo un rigido disciplinare che ne garantisce elevate caratteristiche organolettiche e qualitative. Le differenze che esistono tra queste due certificazioni sono poche ma significative.

DOP

ingrandita_20-1Con questa sigla si intende un prodotto a “denominazione di origine protetta” ovvero un marchio di tutela giuridica della denominazione che viene attribuito dall’Unione Europea agli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono stati prodotti. L’ambiente geografico comprende sia fattori naturali (clima, caratteristiche ambientali), sia fattori umani (tecniche di produzione tramandate nel tempo, artigianalità, savoir-faire) che, combinati insieme, consentono di ottenere un prodotto inimitabile al di fuori di una determinata zona produttiva. Affinché un prodotto sia DOP, le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione devono avvenire in un’area geografica delimitata. Chi fa prodotti DOP deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione. Il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo.

 

IGP

ingrandita_20Con questa sigla, invece, viene indicato un prodotto ad “indicazione geografica protetta”, che come il DOP è marchio di origine che viene attribuito dall‘Unione Europea a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica dipende dall’origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un’area geografica determinata. La reale differenza, rispetto alla DOP, è che mentre quest’ultima prevede che tutte le fasi del processo di creazione del prodotto avvengano all’interno di un determinato e ben definito distretto territoriale, la IGP deve possedere almeno una fase del processo produttivo in una particolare area. Di conseguenza alcune fasi produttive o alcune materie prime possono essere svolte o prelevate da altre aree geografiche. Chi produce IGP deve attenersi anch’esso alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito sempre da uno specifico organismo di controllo.

 

Altri organismi di certificazione di qualità delle regione sono:

IPQ

ipqL’Istituto Parma Qualità (I.P.Q.) è un Organismo privato autorizzato dal Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali a svolgere le funzioni di controllo finalizzate a garantire che i suddetti prodotti rispondano ai requisiti dei rispettivi disciplinari di produzione. L’Istituto nasce, sotto la forma giuridica del Consorzio di secondo grado, nel dicembre 1997 per volontà delle varie componenti la filiera suinicola: Coldiretti, Confagricoltura, Confederazione Italiana Agricoltori (C.I.A.), Unione Nazionale Associazioni Produttori Suini (U.N.A.PRO.S.), Associazione Nazionale Allevatori Suini (A.N.A.S.), Associazione Industriali delle Carni (ASS.I.CA.) e Consorzio del Prosciutto di Parma (CPP). IPQ inizia la propria attività svolgendo le funzioni di controllo e certificazione della filiera della DOP “Prosciutto di Parma”successivamente è autorizzato ad effettuare i controlli, ai fini della certificazione, anche sulle filiere delle DOP “Prosciutto di Modena”, “Culatello di Zibello” e “Salame di Varzi”.