feedFEED-A-GENE

Il progetto Feed-a-Gene si propone di adattare i metodi di allevamento di animali monogastrici (suini, conigli e polli) per aumentarne l’efficienza, ridurne l’impatto ambientale e migliorare la sicurezza alimentare in  merito ai prodotti derivati da questa tipologia di allevamenti. Il progetto vede l’adesione di ben 23 partner provenienti da 8 paesi dell’Unione Europea e dalla Cina. L’OI Gran Suino Italiano è l’unico partner e rappresentante della realtà suinicola italiana del progetto.

Tra gli obiettivi che su cui il progetto pone l’attenzione troviamo:

  • Nuovi alimenti e metodi di alimentazione alternativi per migliorare l’utilizzo di prodotti locali, delle biomasse e dei carburanti dai sottoprodotti;
  • Metodi per la caratterizzazione in tempo reale dei valori nutrizionali degli alimenti;
  • Nuovi tratti legati all’efficienza alimentare e alla robustezza;
  • Modelli di allevamento in grado di prevedere l’utilizzo di nutrienti e di energia;
  • Nuovi modelli gestionali per l’alimentazione di precisione e l’agricltura di precisione;
  • Valutazione della sostenibilità di questi modelli;

 

salva eu pigEU PIG

L’EU Pig Innovation Group (EU PIG) è un consorzio che ha come scopo quello di aumentare la condivisione di informazione e il coordinamento tra enti di ricerca, associazioni, enti ed imprese a vario livello del settore suinicolo europeo. Il consorzio rappresenta diversi partners provenienti da vari paesi dell’ EU con lo scopo comune di migliorare e condividere le scoperte in ambito scientifico, gestionale e organizzativo nel settore della suinocoltura.

Obiettivi dell’organizzazione sono:

  • Coordinare, collaborare e condividere le scoperte dei vari enti di ricerca scientifica aderenti al progetto;
  • Condividere le migliori pratiche e le più moderne tecniche di gestione e organizzazione della produzione;
  • Permettere e facilitare lo scambio di conoscenza ed esperienza tra imprese del settore e associazioni aderenti;

La ricerca si basa sostanzialmente su quattro temi fondamentali:

  • Gestione del benessere dei suini;
  • Massimizzare la precisione della produzione;
  • Welfare
  • Migliorare la qualità della carne;

 

logo-psr-introSUINO ANTIBIOTIC FREE

L’impiego non appropriato del farmaco rappresenta un importante fattore di rischio sia per la salute del bestiame che dell’uomo. La pressione selettiva a carico dei batteri ambientali causata dall’utilizzo non prudente o razionale  di antibiotici è una delle maggiori cause di riduzione del potenziale terapeutico degli antimicrobici a causa dell’instaurarsi di fenomeni di antibiotico resistenza, cioè la capacità, da parte dei batteri ambientali, di mettere in atto meccanismi metabolici che li rendono non sensibili all’azione di uno o più principi attivi (multiresistenza), inoltre, questi meccanismi di “difesa” possono essere trasmessi ad altri batteri (anche patogeni) presenti nello stesso ambiente. I batteri antibioticoresistenti possono trasferirsi dall’animale all’uomo e viceversa. Al fine di salvaguardare la sanità pubblica, le recenti normative/raccomandazioni nazionali ed internazionali mirano da un lato a ridurre l’impiego di sostanze antimicrobiche nel bestiame e dall’altro a limitare l’utilizzo di molecole considerate “critiche” per la loro importanza in medicina umana. Intervenire sulla riduzione di antibiotici in allevamento, ha inoltre una importante valenza ambientale, infatti un ridotto impiego di antibiotici nella fase di allevamento, riduce sia i residui di principio attivo nelle deiezioni, sia l’insorgenza di antibioticoresistenza, contenendo il rischio di diffusione ambientale di questi fattori attraverso  lo spandimento delle deiezioni sul suolo.

Il piano si propone come obiettivo principale di ridurre del 20% l’impiego di antibiotico negli allevamenti partner del GO. Al fine di soddisfare l’obiettivo principale, si rende necessario il raggiungimento di obiettivi secondari come elencato di seguito:

  • Quantificare il consumo di antibiotici, utilizzando come unità di misura standardizzata qual è la Defined Daily Dose (DDD), per le molecole antibiotiche impiegate nell’allevamento del suino pesante nelle diverse fasi produttive.
  • Mappare le tipologie di molecole a maggiore incidenza negli allevamenti, fondamentale per definire obbiettivi futuri di riduzione quantitativa e qualitativa per ogni classe di antibiotico.
  • Mettere in relazione l’impiego del farmaco con i parametri di benessere animale e di biosicurezza dell’allevamento.
  • Valutare l’effetto della riduzione del farmaco in termini di parametri produttivi delle aziende (consumi di mangime e accrescimenti, mortalità, etc.).
  • Definire ed applicare manuali operativi volti all’uso razionale dell’antibiotico in azienda sia migliorandone le modalità d’impiego, sia migliorando gli standard aziendali in termini di benessere e biosicurezza (approccio integrato)